Il web e il turismo

Tradizionalmente prenotare le vacanze, per gli italiani in particolare, significava affittare una casa al mare, andare in agenzia e prenotare delle settimane in un villaggio vacanze, guardare sulle pagine gialle piuttosto che altre guide e prenotare un hotel. Per ognuna di queste azioni c’era un contatto umano, un riscontro tangibile e una valutazione consigliata da altri. Negli ultimi dieci anni le persone non hanno tempo, vogliono una soluzione veloce ed immediata, senza preoccupazioni: sfruttano quindi il canale web per i loro viaggi.

All’inizio era solo un modo per esplorare l’offerta, adesso la persona che decide di acquistare un viaggio on line ha un rapporto diretto con le fasi di pianificazione del viaggio, non ha bisogno di recarsi in agenzia di vi

aggi per conoscere i prezzi dei voli aerei, non ha bisogno di chiedere consigli perchè i vari siti hanno una parte dedicata all’opinione dei clienti che sono già stati in quell’hotel, conosce gli orari dei treni, le tariffe e qualisiasi tipo di informazione a livello turistico.

Anche la paura di comprare online si sta placando grazie ai nuovi sistemi di prenotazione online e alla loro facilità d’utilizzo: si prenota direttamente dal proprio computer e si paga tramite carta di credito il viaggio, l’albergo, l’auto, etc.

L’avvento di Internet rappresenta un fenomeno del tutto nuovo, capace di avvicinare alle tecnologie grandi masse di consumatori. E il mercato, in particolare quello italiano, come ha risposto al nuovo turista 2.0?

Gli alberghi hanno facilitato la prenotazione, a volte si può scegliere anche la camera, si paga una caparra oppure si paga direttamente in sede, si danno descrizioni accurate dell’hotel e della sua posizione, si pubblicano i giudizi di clienti che già hanno utilizzato quella struttura. Se l’albergo non ha un sito, in ogni caso ci sono i network di agriturismi, b&b, alberghi che offrono il supporto online, ma anche i siti di città e comuni offrono una finestra sulla ricettività disponibile.

Per la scelta dei voli aerei, del noleggio di auto, bici, scooter e quanto altro è lo stesso: in rete si trovano tutte le informazioni e il modo di prenotare.

Poi, con i Social Network e il mobile, tutto è vicino all’utente: pensiamo a Foursquare che indica ristoranti, pub, aperitivi dove fare check in e lasciare un commento, il sistema di Qrcode che ti collega alla pagina di informazioni di un luogo o di un ristorante, Twitter su cui bastano 140 caratteri per rendere nota l’ottima colazione di un albergo e ovviamente Facebook, dove un evento può diventare virale, basta solo seguire gli accorgimenti tipici di una strategia di web marketing.

Oltre a questo, la pubblicità è ormai online: Google, Yahoo, i motori di ricerca viaggi, tutto si è spostato in rete.

Da tutte queste considerazioni, dobbiamo concludere che però che il mercato italiano non è pronto, nè tecnologicamente parlando, nè psicologicamente.

Sul fronte tecnologico, l’ultimo forum E-commerce ce lo ha confermato: siamo in crescita e in sviluppo, ma fanalino di coda rispetto agli altri paesi. Sull’aspetto psicologico, sia gli operatori del settore turistico che i turisti non sono così 2.0, sono legati ad un’idea del turismo che non c’è più e che forse ci fa anche nostalgia.

Speriamo di superare queste difficoltà perché l’Italia offre così tanto turisticamente parlando che potremmo davvero essere il paese più visitato d’Europa.

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