Social Network: sconosciuti, ma non così tanto

Dopo una breve pausa, eccoci a discutere dei Social Network, un potenziale che finalmente anche i contesti aziendali si stanno scoprendo ed utilizzando per le varie esigenze di comunicazione. Le reti sociali sono potenzialmente un nuovo strumento di comunicazione e contatto. La reazione che provocano è di curiosità, interesse. Ma anche cautela.

Il pubblico professionale sta guardando ai social network, cercando di capire la modalità di utilizzo, le conseguenze e i risultati che essi possono portare nel breve e nel medio periodo, poiché il tempo su questi canali è pari alla visibilità di un post in bacheca.

Una delle prime osservazioni da fare è che c’è una bella differenza tra l’uso personale e quello professionale: sappiamo quale è l’uso personale, quello invece per scopi professionali implica per prima cosa di seguirlo con attenzione, poi di partecipare con costanza e contribuire con contenuti rilevanti. Infine di essere molto attenti a quello che si scrive: il rischio di diffondere informazioni errate, riservate, criticabili, non opportune, è sempre in agguato.

L’utilità di un social network è la tempestività di accesso alle informazioni, anche entrando in contatto con le fonti più autorevoli nelle materie di attività. Inoltre i network permettono come mai nessun canale prima d’ora di capire in modo puntuale i trend del mercato, in modo da poter intercettare al meglio le esigenze dei clienti (acquisiti e potenziali).

Infine i social sono anche cassa di risonanza di utilità promozionale e di marketing, ovviamente i clienti non arriveranno solo perché siamo sui social, ma danno la possibilità di avere dimostrazione di serietà e competenza. Insomma si può essere in un’importante vetrina verso un pubblico di potenziali clienti, ma in modo colloquiale e non “aggressivo”, evidenziando esigenze, problemi e criticità con straordinaria rapidità.

Ma come usare i social network? La prima una regola d’oro è la partecipazione attiva ai social dove si è presenti: esserci, investirci tempo e risorse, frequentare la pagina, coltivarne gli utenti e tenerla aggiornata, e verificando, costantemente, i feedback che si ricevano. E’ come invitare qualcuno a casa propria per un confronto, dichiararsi disponibili al dialogo e poi non dedicargli tempo e attenzioni. Tuttavia è da evitare l’auto referenzialità, creare community sì ma su argomenti di interesse comune, accettando le dinamiche del Web 2.0. Mettersi dalla parte dell’utente, cercando di capire qual è il valore aggiunto che un utente ha se ci segue: questo è fondamentale.

Facebook, come primo esempio, è un po’ al limite tra il lato personale e quello professionale, ma se si sceglie come canale è importante non perdere di costanza e profondità negli aggiornamenti. Per essere credibili bisogna essere costanti e pubblicare approfondimenti attendibili nonostante lo strumento spesso porti a privilegiare l’immediatezza ed una certa superficialità.

Già Twitter è scelto e preferito da molte aziende e tanti professionisti perchè immediato (140 caratteri garantiscono l’essenzialità), molto meno invadente sulla sfera personale ed originale con i suoi tweet. Un esempio tra tutti è quello di una compagna assicuratrice di oltreoceano che utilizza il canale Twitter per gestire le problematiche customecare dei suoi clienti.

Da citare ovviamente Linkedin, divenuto il social per eccellenza della professionalità: profili professionali, referenze, pagine aziendali, offerte di lavoro, gruppi di interesse e discussioni, questa la sua offerta con meccanismi semplici ed efficaci.

Nota di colore verso il nuovo nato Pinterest, questo sconosciuto: in America già diffuso, in Italia è arrivato ad inizio 2012. Tanti si sono iscritti, ma c’è chi ci sta bene dentro, chi non lo conosce e chi c’è giusto per esserci. In realtà è un social tutto da scoprire perchè offre delle enormi potenzialità, ma a cui è giusto dedicare un post tutto suo di approfondimento.

Infine ecco Google Plus: io personalmente lo conosco davvero poco, ma se hai un account Google, utilizzi Maps oppure altre funzionalità, G+ è lì che ti mappa, sa dove sei, con chi, che ricerche hai fatto, etc.: insomma un grande fratello che ci osserva.

Qui sono stati citati solo quelli più conosciuti in Italia, ma il mondo social network è vario, in espansione e molto ricco: la conclusione è che il canale social si continuerà a sviluppare in virtù di un meccanismo facile da intuire: la voglia di condivisione e comunicazione nostra, dei nostri utenti/ clienti, che ricercano il confronto e la possibilità di disegnare i servizi/prodotti apposta sulle loro esigenze.

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