E’ solo un campioncino!

Quanti di noi, uomini e donne, siamo andati in profumeria, oppure al supermercato, oppure anche in libreria, e qualcuno (la commessa o l’hostess di turno) ci ha “regalato” il campioncino di turno, la confezione regalo del detersivo da provare o il primo capitolo di un libro appena uscito.

Ovviamente il nostro primo pensiero è “non lo userò mai, non lo leggerò mai, etc.”.

Ma nel momento in cui lo farete siete perduti: ormai siete dentro il meccanismo. Andrete di sicuro in profumeria o in libreria e cercherete quello che avete appena provato, incuranti del costo o magari della stessa utilità.

Il campioncino è uno strumento di marketing banale, vecchio e anche costoso se vogliamo parlare di numeri, poichè un ritorno certo da ogni campione consegnato non esiste. Però è un metodo che continua ad esistere e perdurare perchè al cliente piace essere coccolato, considerato speciale per provare un nuovo prodotto o dare un giudizio su di un libro che non ha letto nessuno.

Ecco quindi le riviste maschili e femminili piene di questi campioncini di profumi, creme, shampoo, vitamine, fondotinta, primi capitoli: ormai un giornale è ingombrante il doppio.

Ma vi dirò di più: esistono siti ai quali iscriversi per ricevere i campioncini e provarli, per poi dare un giudizio, un viral marketing efficace basato sulla condivisione di pareri e giudizi, la tendenza della comunicazione degli ultimi anni.

Alla fine la conclusione di questa breve riflessione quale può essere?

Semplicemente che il nostro giudizio, che pensiamo super partes, è sempre influenzato dal detto, dal sentito dire, dal provato anche solo una volta: ecco quindi la “società del campioncino“.

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